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il Pescatore di Cesare Laurenti - loggia del mercato del pesce di Rialto

Restauro della statua del Pescatore di Cesare Laurenti sopra la loggia del mercato del pesce a Rialto.

Il Pescatore è una delle poche testimonianze della produzione scultorea di Cesare Laurenti; esso è dunque capitale nella definizione di un proprio stile, tarato sugli esiti dell’amico Emilio Marsili e di Urbano IX, scultori ampiamente affermati. La stampa lo definisce “coscienziosamente modellato” riferendosi alla muscolatura tornita, alla torsione ben calibrata, all’attenzione per i dettagli descrittivi, nonché alla fedeltà nei tratti scavati del volto che rendono plausibile un’identificazione con lo stesso artista. Nel 1907 Laurenti presenta alla Biennale un San Pietro, un gesso che, con tutta probabilità, è stato impiegato come modello per la versione in bronzo delle pescherie a protezione dell’edificio e dell’attività ittica stessa.


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L’artista: Cesare Laurenti

Nato a Mesola nel 1854, si forma a Padova. Dal 1876 è a Firenze ove frequenta l’Accademia e nel 1878 si trasferisce a Napoli per conoscere Domenico Morelli, uno dei maggiori innovatori della pittura italiana dell’800. I rapporti tra i due artisti – che lasciano di certo un’impronta decisiva nello sviluppo artistico di Laurenti – sono ancora poco noti. Rientrato a Padova, subito dopo si trasferisce a Venezia, ove si dedica inizialmente a una produzione di genere, al modo di Giacomo Favretto, allora di gran moda in città, per poi passare progressivamente a richiami letterari e mitologici, talvolta trattati con una superficialità solo apparente. Nel 1891 ottiene un premio alla Triennale di Milano con Le Parche. Da questo momento le opere si arricchiscono di introspezione psicologica, di allusioni metaforiche, e l’attenzione si sposta decisamente verso la poetica simbolista. È l’epoca di alcuni tra i suoi quadri più importanti, come Fioritura Nova (esposto nel salone di Ca’ Pesaro), presentati a diverse edizioni della Biennale veneziana, di cui è, fin dalla fondazione (1895) uno dei principali animatori, e che gli dedicherà un’importante sala personale nel 1907. All’inizio del secolo Laurenti si cimenta in un meditato ripensamento della grande tradizione classica veneziana e italiana; a questa attenzione non è estranea la metodica ricerca tecnico-pittorica, che lo porterà alla realizzazione della cosiddetta “tempera Laurenti”, un preparato del quale a tutt’oggi non si è ricostruita la ricetta. In questa fase realizza anche grandi cicli decorativi, come il fregio in ceramica per la Sala del ritratto moderno alla Biennale del 1903, e gli affreschi in due sale da pranzo dell’Albergo allo Storione di Padova del 1905. Questo ideale di arte pubblica si sublima nella realizzazione della Pescheria di Rialto, inaugurata nel 1908. L’edificio, concepito nella parte architettonica con Domenico Rupolo (1861 – 1945), si pone come un vero e proprio manifesto della sintesi tra arti maggiori e applicate. Resterà invece solo sulla carta il maestoso Monumento a Dante Alighieri che Laurenti voleva far edificare sul Monte Mario a Roma; il progetto, concepito e presentato già nel 1911, in occasione della Esposizione Internazionale di Roma, lo impegna sino ai suoi ultimi giorni. L’artista muore l’8 novembre 1936.

Tratto dal libro “Cesare Laurenti” di Cristina Beltrami

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